mercoledì 8 luglio 2020

Un’arancia


KIM ADDONIZIO

MOMENTI RUBATI

Se è successo, è successo una volta. Adesso tutto
è memoria – lui tagliava un’arancia: la buccia
intatta, poi il coltello, lo spicchio gelato
sollevato alla mia bocca, la sua bocca, la fine
membrana tra di noi, l’arancia squisita,
lingua, arancia, la mia nudità e la sua,
il modo in cui mi ha spinto contro il frigo –
Ora sento ancora le sue mani, il bacio
che non durò, ma che mandò neuroni gemelli
a balenare folli sulla corteccia. L’amore
è spietato, il modo in cui penetra
e continua ad emettere luce. Accanto alla stufa
mangiammo un’arancia. E c’erano fiori viola
sul tavolo. Era solo questione di ore.


(da Cos’è questa cosa chiamata amore, 2004)

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“La passione nella gola, l’eros che si fa parola” cantava nel 1981 Franco Battiato: la poetessa statunitense Kim Addonizio trasforma quell’eros, quell’attimo di foga, quella passione improvvisa che spinge due amanti uno nell’altra, in parola e in memoria, cui la sinestesia associa il profumo e il sapore di un’arancia.

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DIPINTO DI FAITH TE

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LA FRASE DEL GIORNO
Amami / quando sei solo, quando siamo troppo stanchi per parlare, quando / non credi più / a niente.
KIM ADDONIZIO, Cos’è questa cosa chiamata amore




Kim Addonizio, pseudonimo di Kim Addie (Washington, DC, 31 luglio 1954), poetessa e scrittrice statunitense. La sua è una poesia che “indirizza il lettore” e tratta i temi più svariati, dall’amore alla morte, dall’abuso di sostanze al sentimento filiale. La sua opera d’esordio è Il club del filosofo del 1994.


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