KONSTANTINOS KAVAFIS
SEGRETI
Da quanto ho fatto e da quanto ho detto
non cerchino di capire chi fui.
C'era un ostacolo che modificava
il mio modo di agire e di vivere.
C'era un ostacolo che spesso mi bloccava
quando stavo per parlare.
Le mie azioni meno evidenti
e i miei scritti più segreti –
questi soltanto mi sveleranno.
Ma forse tanti sforzi e tante cure
per conoscermi non valgono la pena.
In futuro - in una società migliore –
qualcun altro fatto come me
certo ci sarà e agirà liberamente.
(da Poesie d'amore e della memoria, Newton, 2006 - Traduzione di Paola Maria Minucci)
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Una specie di autoritratto emerge da questa "poesia nascosta" di Konstantinos Kavafis, scritta nel 1904. Un po’ come Jorge Luis Borges, che scrisse “Suppongo che le parole essenziali / che mi esprimono stanno in quelle pagine / che mi ignorano, non in ciò che ho scritto”, è nel non detto che deve emergere la sua personalità, ci dice il poeta greco, è in quello che non ha saputo o che non ha potuto dire, ma che rimane segreto, custodito, e che i posteri - mutata la società -sapranno leggere senza pregiudizi.
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ILLUSTRAZIONE DA TUMBLR
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LA FRASE DEL GIORNO
Arte della Poesia, mi appello a te, / che sai qualcosa di rimedi, e tenti / di alleviare la pena con Fantasia e Parole.
KONSTANTINOS KAVAFIS, Poesie
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Konstantinos Petrou Kavafis, (Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1863 – 29 aprile 1933), poeta e giornalista greco. Pubblicò 154 poesie, spesso ispirate all'antichità ellenistica, romana e bizantina, percorre, mirando al sublime, i vari gradi di un'esperienza estetica congiunta alla pratica dell'amore omosessuale.
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