lunedì 10 luglio 2017

E ti domandavi


EDGAR LEE MASTERS

THEODORE IL POETA

Da ragazzo, Theodore, sedevi per lunghe ore
sulle rive del torbido Spoon
con gli occhi profondi fissi sulla tana  del gambero,
aspettando che apparisse spingendo la testa,
prima le antenne ondeggianti, come fili di fieno,
e poi il corpo, colorato come steatite,
gemmato con occhi di giada.
e ti domandavi, come rapito,
che cosa sapeva, che cosa desiderava, e perché mai vivesse.
Ma più tardi guardasti uomini e donne
nascosti nelle tane del fato fra grandi città,
osservando le loro anime uscire,
in modo da poter vedere
come vivevano, e per che cosa,
e perché strisciassero così in faccende
sulla distesa di sabbia dove l’acqua vien meno
quando l’estate declina.

(Theodore the Poet, da Antologia di Spoon River, 1916 – Trad. di Fernanda Pivano)

.

È ancora una volta il poeta come osservatore quello che emerge dai versi dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (1868-1950): un essere capace di guardare pazientemente e minuziosamente il mondo per riuscire in qualche modo a interpretarlo, a conoscerne una parte. E le anime degli uomini e delle donne valgono per questo scopo la danza lenta dei gamberi di fiume.

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Tuke

HENRY SCOTT TUKE, “VERD E ORO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Come specchio / osservo / e l’immagine del mondo / ripeto / per il mondo.
BIJAN JALALI

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