martedì 20 giugno 2017

Una mente in due


WENDELL BERRYBerry

SIEDONO INSIEME SULLA VERANDA

Siedono insieme sulla veranda, il buio
quasi sceso, la casa dietro di loro, buia.
La cena finita, hanno lavato e asciugato
i piatti – solo due adesso e due bicchieri,
due coltelli, due forchette, due cucchiai – poco
da fare per due.
Lei siede con le mani ripiegate sul grembo,
si riposa. Lui fuma la pipa. Non parlano,
e quando alla fine parlano è per dire
ciò che l'uno sa che sa anche l'altra. Ora hanno
una mente in due che infine,
per quante ne sappia, non saprà esattamente
chi prenderà per primo la porta buia, dando
la buonanotte e chi rimarrà a seder da solo
ancora un po'.

(They sit together on the Porch, da A timbered choir, 1998 – Trad. di Paolo Severini)

.

Il sereno ménage di una coppia di una certa età – i figli adulti e sistemati, il ritorno a un’esistenza a due. Ed è proprio quella tranquilla intimità, perfino noiosa ma così appagante nel suo calmo e abitudinario svilupparsi, nel suo consuetudinario ripetersi, a risaltare nella poesia di Wendell Berry (Henry County, 1934), scrittore e ambientalista statunitense ma soprattutto fattore e coltivatore di cereali nel Kentucky: quella tranquillità, alla luce di ciò, si può quindi definire con una parola latina, “otium” come nelle Bucoliche virgiliane, “O Melibeo, quest’ozio è il dono di un dio”.

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The-Innocents4

JACK VETTRIANO, “THE INNOCENTS”, PART.

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LA FRASE DEL GIORNO
Per essere sereni, bisogna conoscere i confini delle nostre possibilità, e amarci come siamo.

ROMANO BATTAGLIA, Il fiume della vita

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