mercoledì 3 maggio 2017

Per la città a mezzanotte

 

SONG LINSong Lin[4]

FRAMMENTO DI LETTERA

Scusami se parlo sempre dell’inverno e del fiume,
sempre del suono del ghiaccio che si rompe nell’aria
quando le anatre passano a stormi.
Le barche ormeggiate hanno le luci accese,
una stella morde la punta della torre di ferro.
Gli uomini rincasano silenziosi,
si spogliano, giacciono con la faccia contro il muro.
Lasciandosi alle spalle Austerlitz l’ultimo autobus
entra nel Tredicesimo. Volti, volti di ubriachi
illuminano come un lampo le ceneri fredde del sonno.
Tra la neve e il profumo scadente delle prostitute,
un uomo cammina per la città a mezzanotte.

(Parigi, 1998)

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Il viaggio è un tema dominante nella poesia di Song Lin (Xiamen, 1958), che, dopo essersi laureato all’Università Normale della Cina Orientale, subì l’arresto per aver supportato la protesta di Piazza Tienanmen del 1989 e lasciò il paese alla volta di Parigi, dopo aver sposato una donna francese nel 1991, e poi si trasferì in Argentina e a Singapore per rientrare in patria nel 2003 per insegnare a Shenyang. Questa notte parigina raccontata in quello che vuol sembrare un brandello di lettera è anche e soprattutto un viaggio dentro se stesso, un percorso nei meandri dell’io e della propria solitudine.

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Parigi
KEES SCHERER, “PARIS BY NIGHT 3, 1950”

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LA FRASE DEL GIORNO
So che la notte non è come il giorno: che tutte le cose sono diverse, che le cose della notte non si possono spiegare nel giorno perché allora non esistono, e la notte può essere un momento terribile per la gente sola quando la loro solitudine è incominciata.
ERNEST HEMINGWAY, Addio alle armi

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