martedì 23 maggio 2017

Due amanti

 

PAOLO SILENZIARIO

VIDI DUE AMANTI

Vidi due amanti appassionati: con frenesia impaziente
configgendo a lungo le labbra nelle labbra, non si saziavano
di un amore infinito; ma, pur anelanti di penetrare l’uno
nel cuore dell’altra, alleviavano appena la tortura di un limite
invalicabile scambiandosi fra loro le morbide vesti.
L’uno somigliava in tutto ad Achille, quale l’eroe si mostrava
nel palazzo di Licomede; la fanciulla poi, cinta dalla tunica
fino al candido ginocchio, ritraeva l’immagine di Febe.
Di nuovo le labbra erano premute, perché li divorava
un’incessante follia amorosa. Sarebbe più facile dividere
il tortuoso intreccio di due ceppi di vite, cresciuti
in un viluppo annoso, che quegli amanti, con le morbide membra
serrate in un nodo dalla mutua stretta delle braccia.
Tre volte beato chi, mia cara, è legato in tali catene,
tre volte beato; ma noi bruciamo divisi.

(dall’Antologia Palatina, Libro V, 255)

.

Paolo SIlenziario (VI secolo dopo Cristo), alto funzionario imperiale alla corte di Costantinopoli, fu l’ultima grande voce poetica in lingua greca classica. La metà degli 80 epigrammi giunti fino a noi nell’Antologia Palatina hanno argomento erotico, come questo, che racconta dettagliatamente – come un voyeur – l’inestricabile amplesso di due amanti divorati dal fuoco dell’eros e dell’amore. Crudele è il contrasto del distico finale: a Paolo non tocca questa gioiosa grazia, lui è lontano dalla sua amata.

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Amanti

MANUEL LANCÉ, “AMANTI”

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LA FRASE DEL GIORNO
Quanto più lontani stanno, tanto più vicino al cuore sono i sentimenti che cerchiamo di soffocare e dimenticare.
PAULO COELHO

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