lunedì 24 aprile 2017

Vasi alla finestra di Dio

 

NIKIFÒROS VRETTÀKOS

POESIE PER LA STESSA MONTAGNA, II

Ti salivo, ti scendevo, carico
di cielo per i miei domani.
Le mie parole, calici, dovevano
riempirsi di luce. I miei versi,
vasi alla finestra di Dio.

(da Corale, 1988 - Traduzione di Gilda Tentorio)

 

“La sua poesia è la scoperta del mondo “da dentro”, uno sguardo di stupore e meraviglia di tutti i sensi che esplorano la bellezza” scrive Gilda Tentorio a proposito del poeta greco Nikifòros Vrettàkos (1912-1991). La poesia è un quotidiano porsi in rapporto con il mondo e con l’universo, una sorta di fatica di Sisifo che però non è fine a se stessa ma garantisce la comprensione. Per questo il poeta può esporla fieramente, come “vasi alla finestra di Dio”.

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Fiori

NIKOLAJ KARACHARSKOV, “FIORI SUL DAVANZALE DELLA FINESTRA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Somigliano i miei versi al bacio dorato del sole sulla neve.
NIKIFÒROS VRETTÀKOS, Il libro di Margherita

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