giovedì 27 aprile 2017

Tra l’interno e l’esterno

 

ANISE KOLTZ

NON C’È DIFFERENZA

Non c'è differenza
tra l'interno e l'esterno
tra le parole e le pietre.

Sollevandole
mi scoprirai
orbettino
arrotolato su se stesso.

(da Il Paradiso brucia, 1998)

 

“Quando scrivo una frase, sono disorientata e imbarazzata. Già ho voglia di cancellarla per dire nella successiva il contrario. Ho sempre l’impressione che l’essenziale mi sfugga. La doppia faccia, il alto nascosto delle cose” scrive la poetessa lussemburghese Anise Koltz (Eich, 1928) nella prefazione della sua antologia Sonnambula del giorno. E cita un pensiero di Novalis: la nostra sventura è “di non prendere in considerazione la parte notturna del reale. Di non considerare del reale che la parte visibile”. La poesia è appunto la considerazione, la consapevolezza di questa parte notturna.

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Pietre

MARK LUNDE, “PIETRE IN UN CAMPO DI SENAPE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Sono io che scrivo la poesia? / O è la poesia che mi scrive?
ANISE KOLTZ, Il grido dello sparviero

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