mercoledì 12 aprile 2017

Come la zolla a primavera

 

TOMAS TRANSTRÖMER

APRILE E SILENZIO

La primavera giace deserta.
Scuro come il velluto il fossato
si snoda al mio fianco
senza immagini riflesse.

Soli a splendere
sono dei fiori gialli.

Mi porta la mia ombra,
come la sua nera custodia
un violino.

La sola cosa che voglio dire
brilla fuori dalla mia portata
come l’argento
sul banco dei pegni.

(da La lugubre gondola, 1996 - Traduzione di Maria Cristina Lombardi)

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Il viaggio su una lugubre gondola in una città che è emblema della transitorietà con le sue maree e i suoi palazzi destinati a sprofondare un giorno, la sua bellezza, per dirla con Thomas Mann, “lusinghiera e ambigua” capace di dar “sonni voluttuosi”, porta il premio Nobel svedese Tomas Tranströmer (1931-2015), malato e ormai incapace di parlare, a riflettere sul viaggio della vita e sul senso del suo dire, sull’inadeguatezza dell’altro mezzo espressivo.

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Venezia

SHIRL THEIS, “GIRO DI VENEZIA IN GONDOLA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Imparavo che la terra era viva e che esisteva un mondo infinitamente grande che strisciava e volava e viveva la sua ricca vita senza curarsi minimamente di noi
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TOMAS TRANSTRÖMER

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