domenica 9 aprile 2017

Centenario di Edward Thomas

 

Edward Thomas, nato a Lambeth nel 1878, aveva 36 anni quando scoppiò la prima guerra mondiale. A quell’epoca era un noto critico letterario e scrittore e poeta in proprio. Avrebbe potuto evitare l’arruolamento, avendo moglie e tre figli. Tentennava mentre vedeva gli Zeppelin volare minacciosi nel cielo britannico, finché l’amico Robert Frost, dall’America, all’inizio dell’estate del 1915 gli inviò una poesia che aveva appena scritto e che pubblicherà l’anno dopo, La strada non presa: Thomas, che era di natura irresoluto, prese quel testo come un segno o un’esortazione a non procedere oltre nel suo procrastinare e si arruolò negli Artists Rifles, un corpo di volontari di fanteria leggera che si era distinto già nella seconda guerra boera. Nel luglio del 1915 Edward Thomas fu incorporato come caporale e nel novembre 1916 fu trasferito come sottotenente della Royal Garrison Artillery, unità che fu dispiegata in Francia, ad Arras. Edward Thomas cadde il primo giorno dell’offensiva, cento anni fa, il 9 aprile 1917, Domenica di Pasqua.

Fu Robert Frost, che aveva letto le sue prose, a convincerlo nel 1913 della poeticità racchiusa in esse: Thomas rielaborò molti suoi scritti trasformandoli in poesie, la maggior parte delle quali ha come tema un mondo agreste e naturale ormai in via di disfacimento. Ma a quel punto la guerra era inevitabile: andavano per la maggiore i versi bellici e patriottici oppure di denuncia e le sue poesie dal sapore bucolico passarono quasi inosservate.

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Thomas

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LA SEMINA

Era un giorno
Fatto per seminare,
La terra secca,
Dolce come tabacco.

Era il remoto echeggiare
Della civetta
E la prima stella
L’ora era tutta bella, da assoporare.

Un’ora così lunga era,
Già buttato
Il seme,
Nulla più di incompiuto rimaneva.

Ma ascolta, è ormai notte
Una pioggia discreta
(Baci o lagrime?)
Darci la buonanotte.

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LE ORTICHE

Altre ortiche ricoprono, come già ricoprirono
Per tante primavere il rugginoso erpice, l’aratro
Che gli anni logorarono, e il rullo di pietra:
soltanto il ceppo dell’olmo le supera in altezza.

Quest’angolo dell’aia è da me prediletto:
Come il più caro incarnato di una corolla
Accarezzo la polvere sulle ortiche, che si perde
Appena per rivelare la dolcezza dello scroscio.

(da Poesie, 1917 - Traduzione di Attilio Bertolucci)

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LA FRASE DEL GIORNO
Lasciami qualche volta ballare / con te / o alzarmi / o stare in piedi magari / in estasi, / fermo e libero / in una rima, / come fanno i poeti
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EDWARD THOMAS

2 commenti:

Francesco Casuscelli ha detto...

molto belle queste poesie, non conoscevo questo poeta ed è una bella scoperta. Grazie Daniele per la proposta di lettura

Buona domenica

DR ha detto...

Grazie. In questo post è citata la famosa e amata poesia di Frost: diciamo che il blog ama spesso percorrere la strada meno battuta, quella che va lontano dalle mode e dalla fama e si addentra nel paesaggio meno conosciuto ma non per questo meno bello. Edward Thomas affascinò Attilio Bertolucci, altro poeta che amava ritirarsi nella natura e coltivare l’orto, tanto che tradusse alcune poesie di Thomas.

Buona domenica

Daniele

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