sabato 18 marzo 2017

Derek Walcott

 

Il Premio Nobel di Saint Lucia Derek Walcott è morto ieri nella sua casa sull’isola a 87 anni dopo una lunga malattia. Era nato a Castries il 23 gennaio 1930 ed era stato insignito del Nobel nel 1992 per “un’opera poetica di grande luminosità, sorretta da una visione storica, conseguenza di una dedizione multiculturale”, quella che nel discorso per in Nobel lui chiamò “memoria epica” e che lo spinse a costituirsi in un Omero dei Caraibi.

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walcott

FOTOGRAFIA © SAINT LUCIA NEWS

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CONCLUDENDO

Vivo sull’acqua,
solo. Senza moglie né figli,
ho circumnavigato ogni possibilità
per arrivare a questo:

una piccola casa su acqua grigia,
con le finestre sempre spalancate
al mare stantio. Certe cose non le scegliamo noi,

ma siamo quello che che abbiamo fatto.
Soffriamo, gli anni passano, lasciamo
tante cose per la via, fuorché il bisogno

di fardelli. L’amore è una pietra
che si è posata sul fondo del mare
sotto acqua grigia. Ora, non chiedo nulla

alla poesia, se non vero sentire:
non pietà, non fame, non sollievo. Tacita sposa,
noi possiamo sederci a guardare acqua grigia,

e in una vita che trabocca
di mediocrità e rifiuti
vivere come rocce.

Scorderò di sentire,
scorderò il mio dono. E’ più grande e duro,
questo, di ciò che là passa per vita.
   

(da La voce del crepuscolo, Adelphi 2013 – Traduzione di Mariana Antonelli)

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NOSTALGIA DEL MARE

Qualcosa di rimosso rimbomba nelle orecchie a questa casa,
Fa pendere le tende senza vento, tramortisce gli specchi
Finché i riflessi perdono sostanza.

Un certo suono pari al digrignare di mulini a vento
Si è fermato di colpo;
Un’assenza assordante, una mazzata.

Accerchia questa valle, pesa su questo monte,
Estrania il gesto, spinge questo lapis
Attraverso un fitto nulla, ora,

Carica di silenzio le dispense, piega il bucato acido
Come i panni dei morti, lasciati esattamente
Dai congiunti come usavano i morti,

Increduli, aspettando occupazione.

(da Mappa del Mondo Nuovo, Adelphi, 1996 – Traduzione di Gilberto Forti)

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SUITE SICILIANA, II

Sono perseguitato da siepi d'oleandro rosa
lungo le strade siciliane, le loro consonanti di ghiaia
sotto le ruote, da pile di pietre, da muri la cui sorpresa
è che non c'era bisogno di andare così distante
per riconoscere ciò di cui mi ero già accorto,
tranne, e ora ritorna, quello strano castello
in rovina con un blu caraibico affacciato alle porte
e il nome Ortigia che tintinna come cristallo
nel suo fragile equilibrio. Nel fruscio del pino,
dell'ontano argenteo e dell'olivo qualcosa iniziava a cambiare,
suoni che andavano tradotti. Il mare era uguale
tranne per la sua storia. La nostra santa patrona
era nata qui. Condividevano un unico nome:
Lucia. La calura aveva l'identica innocenza
di un pomeriggio isolano, ma con una differenza,
l'aspetto degli oleandri e la verde fiamma dell'olivo.

(da Egrette bianche - trad. di Matteo Campagnoli, Adelphi 2015)

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Altre poesie di Derek Walcott sul Canto delle Sirene:

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LA FRASE DEL GIORNO
Cerco di scordare cos'era la felicità, / e quando non mi riesce, studio le stelle.

DEREK WALCOTT, The Schooner Flight

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