lunedì 20 febbraio 2017

Sono gli amanti

 

JULIO CORTÁZAR

GLI AMANTI

E chi li vede che se ne vanno per la città
se tutti sono ciechi?
Loro, si prendono per mano: qualcosa parla
fra le dita, dolci lingue lambiscono
l’umido palmo, corrono per le falangi,
e sopra sta la notte piena d’occhi.

Sono gli amanti, la loro isola fluttua alla deriva
verso morti di cespuglio, verso porti
che fra le lenzuola si aprono.
Si disordina tutto attraverso gli amanti,
tutto trova la sua cifra giocata;
loro, però, neppure sanno
che mentre rotolano nell’amara arena
c’è una pausa nell’opera del nulla,
e che il tigre è un giardino che gioca.

Albeggia nei carri dell’immondizia,
cominciano a uscire i ciechi,
il ministero apre i suoi portoni.
Gli amanti arresi si guardano e si toccano
una volta di più prima di fiutare il giorno.

E già sono vestiti, già se ne vanno per la strada.
Ed è solo allora
quando sono morti, quando sono vestiti,
che la città li recupera ipocrita
e gli impone i doveri quotidiani.

(Los amantes, da Salvo il crepuscolo, 1984 – Traduzione di Gianni Toti)

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Gli amanti vivono in un mondo di ciechi, che non vedono il loro amore – dice lo scrittore e poeta argentino Julio Cortázar (1914-1984). Anzi, vivono confinati nella loro isola, nell’arcipelago delle lenzuola e della notte dove il mondo sembra sospeso, dove il reale si abbandona alla dolcezza del sogno e della passione. Il problema è che anch’essi al mattino devono uscire, abbandonare il rifugio dove si sentono vivi, per entrare nel mondo degli altri e omologarsi ad essi.

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Hotel de Ville

ROBERT DOISNEAU, “IL BACIO DELL’HOTEL DE VILLE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Non dovrebbe esistere un unico bisogno assoluto che renda possibile la diretta esclusione degli altri: l'amore, la vita in comune con le persone amate?

NOVALIS, Frammenti

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