lunedì 2 gennaio 2017

Poesie per gennaio III

 

Qui c’è un proverbio dialettale che recita “A Natale lo sbadiglio di un gallo, all’Epifania un’oretta, a Sant’Antonio un’ora e un Gloria”: naturalmente misurano l’allungarsi del giorno dopo il solstizio, che a gennaio è più apprezzabile. Siamo nel pieno dell’inverno, ma la primavera appare comunque più vicina, come scopre con meraviglia il poeta fiorentino Angiolo Orvieto (1869-1967). D’altro canto, le peggiori nevicate che io ricordi si verificarono a gennaio, nel 1985 e nel 2006: così è possibile che cada un’ipnotica neve come quella che affascina il poeta spagnolo Jorge Guillén (1893-1984).

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ANGIOLO ORVIETOOrvieto

GEMME DI GENNAIO

Verdi gemme, bocciolini
chi vi ha fatto saltar fuori?
Non è ancor tempo di fiori
sugli spini.

Pur vedervi di gennaio
spande in me nuova dolcezza
e m'infonde tenerezza
per rosaio.

Quasi che il mio cuore stesso,
del suo verno al limitare,
speri ancor gli sia concesso
di gemmare.

(da Il gonfalon selvaggio, Mondadori, 1934)

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JORGE GUILLÉNJorge Guillen

LA NEVE

Sta il bianco sul verde,
e canta.
Neve che è fina
vuole essere alta.

Gennaio con nevi s’illumina: ora verde,
ora bianca.
Illumini la neve nel giorno e nella notte e sia la neve
più chiara.

Neve lieve, molle falda?
Quanto ardore massiccio!
La neve, la neve nelle mani
e l’anima.

Sì puro l’ardore sul bianco,
sì puro, senza fiamma.
La neve, la neve fino al canto
s’innalza.

Gennaio s’illumina con neve silvestre.
Quanto ardore! E canta.
La neve fino al canto - la neve, la neve -
in volo incanta.

(da Aire nuestro, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1968 – Traduzione di Oreste Macrì)

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Neve

FOTOGRAFIA © PIEDMONT GARDENER

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LA FRASE DEL GIORNO
Ma appena entrati nell'aria di gennaio, / è come sempre forzare una porta / o sospingere un vetro con delicatezza.
ROBERTO SANESI, Mercurio

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