lunedì 9 gennaio 2017

Alla stessa ragazza

 

JOAN MARGARIT

COSE IN COMUNE

Esserci conosciuti
un autunno su un treno vuoto;
La luminosa, per quanto crudele,
promessa del desiderio.
La cicatrice della malinconia
e il vecchio affetto con cui comprendiamo
le ragioni del lupo.
La luna che accompagna il treno di notte
da Barcellona a Parigi.
Un coltello di luce per i crimini
che dobbiamo commettere per amore.
Il nostro destino maledetto e innocente.
La voce del mare, che ti dirà sempre
dove sono, perché è il nostro confidente.
Le poesie, che sono lettere anonime,
scritte dove non immagini,
alla stessa ragazza che un autunno
conobbi su un treno vuoto.

(da Acqueforti, 1995)

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Penetrare in questa raccolta di emozioni elencate dal poeta catalano Joan Margarit (Sanaüja, 1938) è come vivere in un sogno, vivere nel possibile, nel mondo in cui ci si è incontrati e persi – e tutto lascia supporre che la ragazza incontrata sul rapido Barcellona-Parigi sia perduta per sempre appena scesa dal treno, sebbene trattenuta nella memoria, rivisitata attraverso i discorsi e i gesti e le impressioni di quel viaggio di sette-otto ore.

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Treno

FOTOGRAFIA DA TUMBLR

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LA FRASE DEL GIORNO
Abbiamo bisogno di una mitologia che ci permetta di combattere la paura, e proprio la poesia ci aiuta ad aprire una strada attraverso l'atmosfera oscura del mondo.
JOAN MARGARIT, La Vanguardia, 6 giugno 2015

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