domenica 11 dicembre 2016

La gemma dei monti

 

 

CLEMENTE REBORAClemente_Rebora_1952

LIII

In un cofano azzurro
traluce la gemma dei monti
con iridi di valli
e baleni di prati:
avesse la terra una mano
da inanellare e far mia!

(da Frammenti lirici, 1913)

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“Intimo desiderio di immedesimazione” dice il critico Mario Apollonio a proposito di questi versi di Clemente Rebora (1885-1957) che costituiscono il cinquantatreesimo dei Frammenti lirici, intitolato dal fratello Piero “Terra mia” nell’edizione del 1947: in un momento storico in cui la rivoluzione industriale segna una vasta espansione causando una prima trasformazione della civiltà contadina, il poeta sente profondamente il rapporto con la natura, prova un’emozione intensa e indefinita, quasi una forma di amore. Come nota Giorgio Bàrberi Squarotti, “Ciò che Rebora tende a significare è l’aspirazione a offrire un’anima in armonia, analogamente a quanto presenta di perfezione lucida e quieta la natura”.

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Cadenabbia

JOHN FERGUSON WEIR, “CADENABBIA SUL LAGO DI COMO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Pur vorrei maturar da radice / la mia linfa nel vivido tutto / e con alterno vigore felice / suggere il sole e prodigar il frutto.
CLEMENTE REBORA, Frammenti lirici

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