giovedì 3 novembre 2016

E ci chiamano sognatori

 

ODYSSEAS ELYTISOdysseas_Elytis_1974

CON QUALI PIETRE, QUALE SANGUE E QUALE FERRO

Con quali pietre quale sangue e quale ferro
Con quale fuoco siamo fatti
Mentre sembriamo solo nuvola
E ci lapidano e ci chiamano
Sognatori
Come viviamo giorno e notte
Solo Dio lo sa.

Quando la notte, amico, accende il tuo dolore elettrico
Vedo l’albero del cuore distendersi
Le tue mani aperte sotto un’Idea bianchissima
Che sempre invochi
E mai discende
Per anni e anni
Lei lassù e tu qua in basso.

Eppure la visione del desiderio un giorno si sveglia carne
E là dove prima non risplendeva che nuda solitudine
Ora ride una bella città, come tu l’hai voluta
Tra poco la vedrai, ti aspetta
Dammi la mano e andiamo là prima che l’Alba
La inondi di grida di trionfo.

Dammi la mano – prima che sulle spalle
Degli uomini si radunino gli uccelli a cantare
Come finalmente si sia vista arrivare da lontano
La Vergine Speranza visibile in mare aperto!
Andiamo insieme e ci lapidino pure
Chiamandoci sognatori
Amico, quanti non sentirono mai con quale
Ferro quali pietre e sangue e quale fuoco
Costruiamo sogniamo e cantiamo!

(da Sole il Primo, 1943 - Traduzione di Paola Maria Minucci)

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“Per il poeta - questo può sembrare paradossale, ma è vero – l’unico linguaggio d’uso comune, sono le sue sensazioni. Quando parlo di sensazioni, non intendo quelle, immediatamente percepibili, al primo o al secondo livello. Mi riferisco a quelle che ci conducono fino al limite di noi stessi. Intendo anche le «analogie di sensazioni» che si formano nella nostra mente”: così si esprimeva il poeta greco Odysseas Elytis (1911-1996) nella Lettura per il Premio Nobel assegnatogli nel 1979. La creazione poetica è dunque “l’albero del cuore” che si distende, le mani che accarezzano la bianchissima idea, l’attesa della Vergine Speranza. E se i poeti sono chiamati sognatori e lapidati, pazienza: è il prezzo da pagare per quella sensibilità, per la comprensione del mistero.

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Kush

VLADIMIR KUSH, WESTERN PASSAGE”

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LA FRASE DEL GIORNO
La notte alleggerita / Del rumore e dell’ansia / Dentro di noi si trasforma  / E il nuovo silenzio risplende rivelazione
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ODYSSEAS ELYTIS, Orientamenti

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