giovedì 6 ottobre 2016

Rifioriranno i tigli

 

MARIO LUZILuzi

PASSI

Rifioriranno i tigli
e le rose serali sopra i muri
per le vie pensierose
lungo i portali calmi e le fontane?

L’alta fronte di Fiesole
e le balze di fiori temerarie
ove al tempo di maggio
selvagge aprono il fiume e le alberete?

Ma ormai dove sono
- oltre il Lete bisbigliano - gli amici
per le strade segrete
con le mani serene e vagabonde?

Ora il sole ricurvo
parla di loro al vento e alle ginestre;
passano giovanette
sull’atavico ponte sconosciute

e qualcuno le chiama
più avvolgente dell'aria e delle rose
da un serico verone
ove l’altura ha senso di morire
.

(da Avvento notturno, Vallecchi, 1940)

.

Il primo Mario Luzi (1914-2005) è poeta più propriamente ermetico, lontano dal modulo dialogico e dal prosastico rivolgersi su se stesso degli anni maturi: è allora che esprime il meglio di sé, in questo interrogarsi sui misteri del mondo che non trova risposta, un’irrisolta inquietudine di fronte allo spirito che aleggia imprendibile sulla realtà: “E quante volte prossimo a svelarti / ho tremato d’un viso repentino / dietro i battenti d’un’antica porta / nella penombra, o a capo delle scale”.

.

Firenze

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
Camminare è venirti incontro, vivere / è progredire a te, tutto è fuoco e sgomento.
MARIO LUZI, Quaderno gotico

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