sabato 29 ottobre 2016

Oggetti scompagnati

 

 

GHIANNIS RITSOS

PRESSAPPOCO

Prende in mano oggetti scompagnati – una pietra,
una tegola rotta, due fiammiferi bruciati,
il chiodo arrugginito del muro di fronte,
la foglia entrata dalla finestra, le gocce
che cadono dai vasi annaffiati, quel filo di paglia
che ieri il vento portò sui tuoi capelli, – li prende
e là nel suo cortile costruisce pressappoco un albero.
In questo “pressappoco” sta la poesia. La vedi?

(da Testimonianze, seconda serie, 1964-1965 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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La poesia di Ghiannis Ritsos (1909-1990) è sovente la ricerca di una verità sotto le forme, una scoperta di tracce del mito e del divino nei volti e nelle cose di ogni giorno. L’opera del poeta è dunque una sorta di ricostruzione per tentativi: “Ci sono versi – a volte poesie intere – / che neanch’io so cosa voglion dire”. Eppure proprio in quel continuo ricercare – Ritsos scriveva poesie ogni giorno – sta la poesia: il superamento del reale, l’udire la voce segreta delle cose e del mondo.

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Schiller

FOTOGRAFIA © CARL SCHILLER

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LA FRASE DEL GIORNO
A volte s’inginocchia anche la poesia davanti al suo foglio bianco / o si nasconde dietro il foglio e guarda il mondo.
GHIANNIS RITSOS

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