venerdì 21 ottobre 2016

I proletari celesti

 

ZBIGNIEW HERBERT

RESOCONTO DAL PARADISO

In paradiso la settimana lavorativa è di trenta ore
gli stipendi sono più alti i prezzi in continuo calo
il lavoro manuale non affatica (per la minore forza di gravità)
tagliare la legna è come lo scrivere a macchina
il sistema sociale è stabile e i governi ragionevoli
davvero in paradiso si sta meglio che in qualsiasi altro paese

All’inizio le cose dovevano essere diverse –
cerchi luminosi cori e gradi di astrazione -
ma non si è riusciti a separare esattamente
il corpo dall’anima e questa veniva qui
con una stilla di grasso e filo di muscolo
se ne dovettero trarre le conclusioni
mescolare un granello d’assoluto a un granello d’argilla
ancora una deviazione dalla dottrina l’ultima deviazione
solo Giovanni l’aveva previsto: risorgerete col corpo

sono in pochi a vedere Dio
c’è solo per quelli fatti di puro pneuma
gli altri ascoltano i bollettini su miracoli e diluvi
col tempo tutti vedranno Dio
quando ciò avverrà non lo sa nessuno

Per ora il sabato a mezzogiorno
le sirene ululano dolcemente
e dalle fabbriche escono i proletari celesti
sotto il braccio portano goffamente le loro ali come violini.

(da Rapporto dalla città assediata, 1983 – Traduzione di Pietro Marchesani)

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Zbigniew Herbert (1924-1998) pubblicò Rapporto dalla città assediata a Parigi: poté liberamente esprimere la sua opposizione al regime antidemocratico che vigeva allora in Polonia e al quale si oppose duramente. Nelle poesie uomini lottano contro la barbarie dello stalinismo e l’apatia di una società che sopporta questo modello totalitario senza apparentemente più reagire. Ne è una trasfigurazione anche il Paradiso, dove “le cose dovevano essere diverse” e invece appaiono le stesse differenze sociali e le stesse abitudini dei lavoratori. Qualcosa però si era mosso nella Polonia del 1981: Solidarnosc aveva iniziato una battaglia che il regime del generale Jaruzelski provò a reprimere senza riuscirvi e che portò alla liberazione del paese e alla fine del dominio comunista.

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Lunch

CHARLES EBBETS, “LUNCH ATOP A SKYSCRAPER, NYC, 1932”

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LA FRASE DEL GIORNO
E se la Città cadrà e se ne salva uno / lui porterà in sé la Città lungo le vie dell’esilio / lui sarà la Città.
ZBIGNIEW HERBERT, Rapporto dalla città assediata

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