venerdì 2 settembre 2016

Come l’erba dei prati

 

ANTONIA POZZI

PRATI

Forse non è nemmeno vero
quel che a volte ti senti urlare in cuore:
che questa vita è,
dentro il tuo essere,
un nulla
e che ciò che chiamavi la luce
è un abbaglio,
l’abbaglio supremo
dei tuoi occhi malati –
e che ciò che fingevi la meta
è un sogno,
il sogno infame
della tua debolezza.

Forse la vita è davvero
quale la scopri nei giorni giovani:
un soffio eterno che cerca
di cielo in cielo
chissà che altezza.

Ma noi siamo come l’erba dei prati
che sente sopra sé passare il vento
e tutta canta nel vento
e sempre vive nel vento,
eppure non sa così crescere
da fermare quel volo supremo
né balzare su dalla terra
per annegarsi in lui.

Milano, 31 dicembre 1931

(da Parole, 1939)

.

“Volti al travaglio come una qualsiasi fibra creata perché ci lamentiamo noi?”: è la stessa domanda di Ungaretti a risuonare in questa poesia di Antonia Pozzi (1912-1938), la stessa accettazione del destino umano, espressa con la meravigliosa immagine del prato accarezzato da un vento che non può fermare – qui sta la differenza con Ungaretti, qui è già l’ansia di vivere che porterà Antonia a uccidersi a 26 anni, avvelenandosi con i barbiturici in un altro prato, quello freddo e invernale dell’Abbazia di Chiaravalle.

.

Prato

FOTOGRAFIA © THEMEBIN

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
E come potresti donare / alle cose una vita / se fosse nelle cose la tua patria / e non in te / la patria d'ogni cosa?
ANTONIA POZZI, Parole

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...