giovedì 8 settembre 2016

Che le poesie siano

 

ALFRED KOLLERITSCH

TUTTO QUEL CHE

Tutto quel che
si dà l’occasione
di lasciare che le poesie siano,
loro perdono il proprio luogo
atterrite, quel che hanno inteso
è svanito dietro l’angolo,
se ne stanno vuote, disabitate.

(da Poesia, n. 273, Luglio/Agosto 2012 – Traduzione di Riccarda Novello)

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Il poeta austriaco Alfred Kolleritsch (Brunnsee, 1931) considera la poesia come una lente che distorce la realtà, ma anche come la sola possibilità di salvezza, perché al contempo dissolve l’ordine e ne ricrea uno nuovo, costituito da un differente sguardo sul reale. Le poesie perciò devono essere sempre nuove, in continuo movimento, come macchine da presa che riprendano il mondo. In caso contrario non possono essere altro che gusci abbandonati.

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Libro

FOTOGRAFIA © WALLPAPERS CRAFT

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LA FRASE DEL GIORNO
Vi sono giorni in cui le cose / sono i nomi delle cose, / caratteri / scritti sul cielo: / raccolti da coloro che narrano.
ALFRED KOLLERITSCH

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