lunedì 5 settembre 2016

Che la mano si apra

 

DAVID HUERTA

SCONGIURO DI SETTEMBRE

Fuoco verde, nebbia nell’aria…
[ ... ]
In un’ora, in mezz’ora, perché
se ne vada come una nebbia,
che se ne vada come una farfalla…
Preghiera tzotzil per curare l’epilessia


Che la mano si apra verso lo specchio del sogno
che l’occhio si chiuda verso il fascio dei nervi
che la spalla si ammorbidisca nel riposo cristallino
che la bocca si distenda sotto l’elettricità della notte
che il collo si rilassi nel fiore del riposo
che il naso si alzi nel profumo bianco del giorno
che la gamba si allarghi dietro il magnetismo del viaggio
che il pube s’infiammi nel velluto dell’abbraccio
che l’anca si curvi nello splendore della brezza
che l’orecchio si svegli al tintinnìo del contatto
che i capelli si spandano dal muro del cranio
che il petto s’illumini tra le schegge del grido
che la spalla si addormenti davanti all’orma del nibbio
che il piede si perda tra le magie del tempo
che la gola si oscuri con la sillaba dello spazio

(Conjuro desde septiembre, da La strada bianca, Kolibris, 2014 – Trad. di Chiara De Luca)

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“Più che il culto o la devozione dell’immagine, ho la certezza che comunque attraverso le immagini possiamo dire cose che ci aiutino a vivere, un po’ al margine del mercato, se possibile” scrive il poeta messicano David Huerta (Città del Messico, 1949). E questa poesia, che prende spunto da una preghiera del popolo tzotzil, etnia maya del Chiapas di religione prevalentemente cattolica, è proprio un talismano per “aiutarci a vivere”.

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 Tzotzil

FOTOGRAFIA © HAL ROBERT MYERS

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LA FRASE DEL GIORNO
Vivere significa subire la magia del possibile.
EMIL M. CIORAN, La caduta nel tempo

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