martedì 2 agosto 2016

Perché tacevi

 

OLINDO GUERRINI

NELL’ARIA DELLA SERA UMIDA E MOLLE

Nell’aria della sera umida e molle
Era l’acuto odor de’ campi arati
E noi salimmo insiem su questo colle
Mentre il grillo stridea laggiù nei prati.

L’occhio tuo di colomba era levato
Quasi muta preghiera al ciel stellato;

Ed io che intesi quel che non dicevi
M’innamorai di te perché tacevi.

(da Postuma, Zanichelli, 1877)

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“L’individualismo ha fatto ormai una virtù dell’egoismo. Per questo nessuno bada a ciò che pensa o soffre il suo vicino e la massima ognuno per sé e Dio per tutti è diventata il canone della vita sociale. Le gioie e i dolori del poeta non ci riguardano più, non ci commuovono, spesso anche ci fanno ridere scetticamente” scrive nella prefazione lo stesso Olindo Guerrini (1845-1916), attribuendo i versi di Postuma, sospesi tra Verismo e Scapigliatura, a un fantomatico cugino Lorenzo Stecchetti morto di tisi a trent’anni. E invece queste gioie e questi dolori del poeta sono la voce dell’emozione, questa empatia tra due esseri umani che si manifesta nel piuttosto celebre distico finale è pura poesia, è puro amore.

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Kiss-in-the-Park-II

CRISTOPHER CLARK, “A KISS IN THE PARK”

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LA FRASE DEL GIORNO
Non abbiamo alcun modo sicuro, come forse il silenzio, per esprimere i nostri pensieri.
REMY DE GOURMONT, La cultura delle idee

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