sabato 27 agosto 2016

Non ci sarai

 

JULIO CORTÁZARjulio-cortazar

IL FUTURO

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

(El futuro, da Salvo el crepúsculo, 1984 – Traduzione di Gianni Toti)

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È un’assenza che si fa presenza, che è sogno – il “futuro” del titolo – ma è già dolorosa memoria che scivola lentamente nell’oblio. Julio Cortázar (1914-1984), scrittore e drammaturgo argentino celebre per il romanzo Rayuela, costruisce un mondo metafisico in cui l’amata non c’è ormai più, nonostante il tentativo di trattenere il suo ricordo prigioniero del cuore.

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RAFAL OLBINSKI, “EXPLICIT INTROSPECTION”

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LA FRASE DEL GIORNO
Ogni volta andrò sentendo meno e ricordando di più.
JULIO CORTÁZAR, Rayuela

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