domenica 28 agosto 2016

Con l’anima nuda

 

PIEDAD BONNETTBonnet

RITORNO ALLA POESIA

Ancora una volta torno da te.
Arrivo stanca, del tutto sola.
Porto la mia borsa piena di pena, traboccante
di pena infinita,
di dolore.
Vengo dai deserti con le labbra bruciate
e lo sguardo accecato
dal vento sferzante e dalla sabbia dura.
Fervendo di sete,
vengo a bere dalle tue profonde sorgenti,
a sprofondare tra le tue braccia,
braccia profonde di madre, e nel tuo petto
di amante, misterioso,
dove batte il tuo cuore come un enigma.
Adesso
che riposo al bordo della strada,
ti vedo apparire in ogni cosa:
nell’umile carro
in cui più verde è il verde dei cavoli,
e nell’azzurro in cui esplode il pomeriggio.
Umile torno da te con l’anima nuda
a cercare il riflesso del mio volto,
il mio vero volto
tra le tue acque.

(Vuelta a la poesía, da De círculo y ceniza, 1989)

.

Piedad Bonnett (Amalfi, Antioquia, 1951), poetessa colombiana, vede la poesia come un’oasi, un tranquillo rifugio verde cui ritornare dopo avere attraversato il difficile deserto dei giorni. Lì, nell’intimità, nella serena tranquillità della poesia – come un bimbo tra le braccia della madre o l’amata che riposa allacciata al petto dell’amato – può analizzare finalmente se stessa, può denudare l’anima e trovare il suo vero volto.

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 Sorgente

FOTOGRAFIA © GOOD WP

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LA FRASE DEL GIORNO
Mi permetto di definire la poesia come il luogo dove il mistero del mondo si concentra in parole.
PIEDAD BONNETT

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