mercoledì 31 agosto 2016

Come agosto finisce

 

ATTILIO BERTOLUCCI

[MAI PIÙ PENSAMMO, MENTRE IL MEZZOGIORNO]

(…)

Mai più pensammo, mentre il mezzogiorno
s’animava d’intorno, rivedremo
un luogo così dolce, e ci prendeva
fastidio della vita. Intanto
il sole si velava, sentivamo
che il giorno andava mutando di volto
per le nubi e le rondini più basse,
stridule sin dentro le stanze oscure
ormai e fresche di pioggia aspettata.
Quando venne il tramonto la campagna
ci aprì canali illuminati, terra
nera e tenera, muri lentamente
di nuovo asciutti, un’estrema
felicità di esistere era nell’aria.

Come agosto finisce la mattina
dopo una notte di pioggia si sente
(il cielo è più profondo) che l’autunno
sta per venire, ci si guarda intorno
e non si sa che fare, tutto
è fresco, rinnovato da uno smalto
malinconico di perplessità.
Allora si gironzola, si sta zitti,
sappiamo che c’è tempo, ma che pure
l’anno dovrà morire, ed il bel cielo,
il verde verniciato delle piante,
il rosso delle ruote ad asciugare,
l’incudine che suona di lontano,
lento cuore del giorno, tutto parla
d’una partenza prossima, un addio.

La memoria è una strada che si perde
e si ritrova dopo un’ansia breve,
tranquilla, già nel sole di settembre
scottante sulla schiena è un’altra estate
che le vespe ronzando sulle ceste
dell’uva bianca indorano e si mischia
al loro volo il rumore nascosto
e perenne del grano che ventila
un vecchio attento e polveroso.
Finché c’è lui in giro il tempo è buono
da noi…

(…)

(da La capanna indiana, Sansoni, 1951)

.

Non amo pubblicare frammenti, ma questa volta faccio un’eccezione: troppo bello è questo brano dedicato alla fine dell’estate dal poeta parmense Attilio Bertolucci (1911-2000), che fa parte del lungo poemetto La capanna indiana. Il realismo campagnolo vive delle stagioni e il poeta segue il percorso dell’anno con la sua famiglia usando come punto di osservazione “una semplice costruzione rurale / ai limiti dei campi, una graziosa / parvenza sulla bruma che dirada, / si direbbe una capanna indiana”. Qui coglie la dolcezza malinconica della fine di agosto, l’ossimoro che trasforma un momentaneo mal de vivre nella scoperta della felicità dell’esistenza.

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Cottage

ANONIMO INGLESE DI FINE ‘800, “SCENA RURALE CON COTTAGE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Alle soglie d'autunno / in un tramonto / muto // scopri l'onda del tempo / e la tua resa / segreta
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ANTONIA POZZI, Parole

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