lunedì 18 luglio 2016

O mare

 

GIOVANNA BEMPORAD

IN RIVA AL MARE

Dalla mia fronte io esco in riva al mare
dove sommessa mormora i suoi baci
l’onda; e conchiglie, imbuti del rumore,
ci ascoltano pudiche e indifferenti.

Davanti a me si rinnova il suo gioco
di animale veloce che ai miei piedi
si stende per piacermi e mi incoraggia
con battiti di ciglia; anima preda
di polipi e di granchi io ti respingo,
votata al clima immobile degli astri.

Su me sospende il cielo la sua curva
larga, ariosa, e modella i miei passi
non di un’età, non di un attimo, un’ora
ma di un’antichità: parola estratta
dalla tua pausa, o mare, fronte colma.

(da Esercizi, Garzanti, 1980)

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Prendiamo una poetessa, traduttrice dal greco antico, e mettiamola davanti al mare: questa è la poesia che ne scaturisce. Giovanna Bemporad (1928-2013), traduttrice dell’Odissea omerica e dei versi di Saffo, riesce a leggere il tempo nelle onde, a scovare tra i granchi e le conchiglie il respiro dei secoli, la voce dell’antichità.

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Garmash

DIPINTO DI MIKHAIL E INESSA GARMASH

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LA FRASE DEL GIORNO
Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni.
GIOVANNI PASCOLI, Pensieri e discorsi

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