domenica 24 luglio 2016

Diventando te

 

GENRICH SAPGIRSapgir

TI CONOSCO A MEMORIA E TUTTAVIA

Ti conosco a memoria e tuttavia
non ti conosco – ogni volta riconosco
i capelli con le labbra, le labbra con la lingua –
e muovendomi dentro di te riconosco le pupille
che si restringono irriconoscibili...
ogni mia vena vuole conoscere una delle tue
sei forse gioiosa e grata come lo sono io
diventando te e annullandomi –
ecco che vuol dire nella Bibbia: la conobbe!

(da La nuova poesia russa, Crocetti, 2003 – Traduzione di Paolo Galvagni)

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Qualche giorno fa ho proposto una poesia di Amalia Bautista il cui tema era il fatto di conoscere l’amato fino al punto di sentirlo come una parte di sé. Anche in questi versi del poeta russo Genrich Sapgir (1928-1999), ostile all’URSS e perciò a lungo semiclandestino, ritorna quel desiderio alla fine impossibile - che può trasformarsi in ossessione o ansia - di sapere tutto dell’amata o dell’amato e che Sapgir intravede appena nella fusione sessuale di due corpi.

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Lovers

LEONID AFREMOV, “LOVERS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Nella Bibbia l'uomo e la donna «si conoscono» quando una vita sigilla l'altra con le parole e i gesti dell'amore. E questa «conoscenza» è il massimo che un essere umano possa dare a un altro essere umano.
SÁNDOR MÁRAI, La sorella

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