sabato 30 luglio 2016

Chiodi di cielo

 

JAMIE McKENDRICKmckendrick

CHIODI DI CIELO

Quel primo giorno, per mettermi sotto,
i miei compagni induriti
mi spedirono saltellante come una scimmietta
dalla ringhiera più alta

giù alla baracca del caposquadra
a chiedere un sacchetto di chiodi di cielo.
Il caposquadra si chiese quale sfumatura
di azzurro avessi in mente, esattamente.

Ne ho bisogno ancora oggi di quei chiodi di cielo
con la loro filettatura impercettibile
e la capocchia indistruttibile

capaci di inchiodare ogni cosa
al nulla
e farcelo stare.

(Sky nails, da Chiodi di cielo, Donzelli, 2003 - Traduzione di Antonella Anedda)

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È un’immagine altamente poetica quella che ingentilisce i versi del poeta inglese Jamie McKendrick (Liverpool, 1955): l’umiliazione subita dall’apprendista il primo giorno di lavoro diventa qualcosa di superiore, diventa un’elevazione spirituale, si trasforma – in una parola sola – in poesia.

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metal nails

FOTOGRAFIA © HEBEI SHUNLIAN

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LA FRASE DEL GIORNO
Considero la poesia una fonte d'innocenza colma di risorse rivoluzionarie.
ODYSEAS ELYTIS

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