sabato 18 giugno 2016

Uno di fronte all’altro

 

OCTAVIO PAZ

DUE CORPI

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte due pietre
e la notte deserto.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte radici
nella notte intrecciate.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte coltelli
e la notte lampo.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono due astri che cadono
in un cielo vuoto.

(Dos cuerpos, da Libertà sulla parola, 1949)

.

Il Premio Nobel messicano Octavio Paz (1914-1990) costruisce sull’anafora iniziale delle cinque terzine una storia che si risolve nelle cinque doppie metafore in un raffinato gioco di scatole cinesi. Due corpi già indicano la fisicità, il loro intrecciarsi nell’eros apre ad un successo cosmico capace di trionfare sopra il vuoto.

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theberge

CLAUDE THEBERGE, “LE VENT SE LEVE”

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LA FRASE DEL GIORNO
L’amore non è un atto naturale. È qualcosa di umano, il più umano per definizione.

OCTAVIO PAZ

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