giovedì 26 maggio 2016

Un giovane lupo di mare

 

RENZO LAURANO

MARINARESCA LA MIA FAVOLA

Come non sanno il colore dell’aria
le rondinelle, a pena il marinare
sa delle azzurre lande.
Quante corse
al vento nella spuma di sapone
dei vari agevoli mattini!
In gioventù, si va; e, chiglia di sandalo,
si scivola. Poi tempo, che tu ari
il sale, è giunto. Il campo è grande, è strano,
si naviga, ma è tutto un altro mare.
Nella memoria splendono i velieri,
vascelli a vele date a tutti i venti,
immagina di me, quando un naviglio
fui, tutta insegna candida, a splendore
spampanato, da ingenuo. Ero nell’aria
come a disfida, e tra compagni in fiore,
gonfalone dei giovani.
Ma è tardi,
per me; già come, anzitempo, io rubava
una stagione agli anni. Già da mozzo,
navigai: navigavo: e per andare
con i grandi. Non ho perduto tempo,
mai, ch’io non fossi per per perderlo amando
vivere come vissi.
Il mio berretto
da marinare svengolo. E che basti,
essere un giovane lupo di mare?

(da Gli angeli di Melozzo da Forlì, La Prora, 1939)

.

“Nella mia poesia, che è tanto turbata inquieta e sommossa dal mio mal di Liguria o amor di Liguria, il mare-mare, quel mare in persona io lo conosco benissimo” scriveva il poeta sanremese Renzo Laurano (1905-1986), fondatore del Club Tenco. Quel mare dentro, quel mare che è addirittura parte dell’anima di chi ha vissuto sulle sue rive e non conosce altro, quel mare che è vita e scorre insieme alla vita stessa.

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Lhote

ANDRÉ LHOTE, “MARIN À L’ACCORDÉON”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il mare non è mai stato amico dell'uomo. Tutt'al più è stato complice della sua irrequietezza.
JOSEPH CONRAD, Lo specchio del mare

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