venerdì 20 maggio 2016

Nessun fuoco

 

ADONISAdonis

CENTO POESIE D’AMORE, 92

Com’è amara e com’è dolorosa la nostalgia per  la sua casa
poggiando la guancia sulla spalla della notte arreso a lei
alla sua casa silente sotto l’arco dei pini,
la notte legge le sue opere vegliando le porte e le finestre,
nessun fuoco tranne quello che crepita nel corpo libero, o ciò che divampa
sulla sua terra (oggi è buio quel passaggio verso la sua terra,
e il vento spira impetuoso da ogni parte),
com’è amara e com’è dolorosa la nostalgia
per ciò che rimane delle leggende del mio amore
com’è arduo parlare di lei, non ho fuoco
per questa carcassa
se non quello delle parole.

(da Cento poesie d’amore, Guanda, 2003 – Traduzione di Fawzi Al Delmi)

 

“La lezione dell’Oriente si manifesta nella fiducia senza enfasi che l’amore, il corpo d’amore, il canto d’amore siano ancora materia di poesia, e rappresentino una via per la conoscenza del mistero” scriveva Giuseppe Conte recensendo le Cento poesie d’amore del siriano Adonis (Qassabīn, 1930), più volte candidato al Nobel. La poesia è un modo per venire a capo della situazione, per analizzarla e per analizzarsi ripercorrendo il rapporto e i sentimenti. Qui siamo dalle parti dell’assenza, della nostalgia e tutta l’amarezza, tutta la sofferenza sono bene espresse da quella mancanza di calore, da quel buio, da quel vento freddo che soffia incessante.

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Perez

FABIAN PEREZ, “ON THE ROCKS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Assenza / che si addentra nelle soglie della presenza / e come il mistero vive nel cuore della terra / e nell’oscurità delle radici.
ADONIS, Cento poesie d’amore

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