venerdì 29 aprile 2016

Acqua aprilina

 

SUSANNA RAFARTsusanna rafart

UN PESO ABITUALE

Fu quando la cisterna si riempì
di acqua aprilina
e un’algebra sottilissima inghiottiva
tutti i sensi degli uomini in un punto.
Occhi lunghi di gru trattenevano
l’ombra
sui rilievi delle felci;
crescevano le ali dei merli
e il bosco era come l’unghia che
s’infilza
con un colpo secco. Era tutto
nuovo e strano,
eppure un peso abituale
nell’aria sequestrava la speranza.

(da Pozzo di neve, Crocetti, 2005 – Traduzione di Francesco Ardolino)

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“La poesia anticipa il futuro e fornisce il codice perché dalla completa distruzione qualcosa si salvi”: questa è la visione poetica della poetessa catalana Susanna Rafart (Ripoll, 1962), qui applicata a un risveglio primaverile della cittadina di montagna alle falde dei Pirenei dove ha vissuto.

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Primavera

FOTOGRAFIA © MI9

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia cerca disperatamente di salvare un mondo che sembra ossessionato dal distruggersi
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SUSANNA RAFART

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