giovedì 17 marzo 2016

In poche righe

 

IDEA VILARIÑO

VIVE

Quell’amore
quello
che presi con la punta delle dita
che lasciai che dimenticai
che trascinai sul pavimento
quell’amore
adesso
in poche righe che
escono da un cassetto
è qui
continua a essere
continua a parlarmi
fa male
sanguina
ancora.

(Vive, da Poesia, 1970)

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C’è un racconto di Dino Buzzati, “Le precauzioni inutili”, in cui a una donna di nome Irene, “non resta che armarsi di tutto il coraggio che una donna può chiedere a Dio e sradicare tutti i rami per cui quello sfortunato amore si è attaccato alle sue viscere”. Ci riesce, con il passare del tempo: respinge i ricordi, rimuove la sua memoria, brucia le sue cose. Ma improvvisamente, un bel mattino di primavera, mentre esce con un vestito nuovo, da una finestra vicina escono poche note di un disco, la loro canzone: “Un vuoto orrendo le si è già formato entro nel petto, ha già scavato una voragine. Per mesi e mesi l'amore, questa strana condanna, aveva finto di dormire, lasciando che Irene s'illudesse. Ora una inezia è stata sufficiente a scatenarlo”. Ugualmente succede alla poetessa uruguaiana Idea Vilariño (1920-2009), che comprende quanto l’antico amore che aveva creduto dimenticato è ancora vivo e palpitante.

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Van Hove

DIPINTO DI FRANCINE VAN HOVE

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LA FRASE DEL GIORNO
Amo e non amo / spero / e dispero / e a volte mi apparto / con l’oblio, l’abbandono e la felicità.

IDEA VILARIÑO, Notturni

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