martedì 8 marzo 2016

Donna

 

GIOCONDA BELLI

E DIO MI FECE DONNA

E Dio mi fece donna,
con capelli lunghi,
occhi,
naso e bocca di donna.
Con curve
e pieghe
e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura
il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue
e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee,
i sogni,
l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice
e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna
ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattine
e benedico il mio sesso.

(Y Dios me hizo mujer, da Sobre la grama, 1972) 

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Eccoci a un altro 8 marzo. Ed eccoci a ripetere che festeggiare le donne va bene ma che questo non deve valere solo per una giornata: sarebbe da ipocriti regalare la mimosa e poi comportarsi da prevaricatori per i restanti 364 giorni. Ho scelto questa poesia piuttosto famosa della nicaraguense Gioconda Belli (Managua, 1948) perché è un inno alla femminilità: è ciò che fa grandi le donne ed è quello che dovrebbe caratterizzarle in ogni cosa, è quello che regala “idee, sogni e istinto” e che consente di realizzare grandi cose, dall’economia della casa all’astronautica, dalla medicina allo sport, dalla politica alla letteratura, dalla fisica nucleare all’insegnamento…

Una mimosa virtuale a tutte voi, amiche del Canto delle Sirene!

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Mimosa

FOTOGRAFIA © GALATEO DEI FIORI

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LA FRASE DEL GIORNO
Il femminile, l'altra metà del cielo. La nostra ricchezza è fatta dalla nostra diversità: l'altro ci è prezioso nella misura in cui ci è diverso
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ALBERT JACQUARD, Elogio della differenza

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