venerdì 4 marzo 2016

Centenario di Giorgio Bassani

 

Giorgio Bassani, nato il 4 marzo 1916 e morto nel 2000, è conosciuto soprattutto per i suoi romanzi ferraresi, Il giardino dei Finzi Contini e Gli occhiali d’oro su tutti. Ma Bassani si considerava poeta (Non pensare, anche tu, che il poeta sia soltanto colui che va a capo!) e riteneva che esistesse un rapporto ben preciso tra la poesia e la sua prosa. La poesia di Bassani ha avuto origine da moduli classici ma si è andata via via evolvendo nel tempo assecondando il gusto della parola (poeta e prosatore, appunto) in grado di rivelare quel mondo interiore espresso attraverso l’amarezza delle immagini, quel crepuscolare mal de vivre spesso nostalgico, voce della sofferenza intima, ma capace anche di leggere con ironia le mappe dell’amore.

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Bassani

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da Storie dei poveri amanti, 1945

VERSO FERRARA

Questa è l’ora che vanno per calde erbe infinite
nel mio paese gli ultimi treni, con fischi lenti
salutano la sera, affondano indolenti
in sonni dove tramontano rosse città turrite.
Dai finestrini aperti il vino delle marcite
monta al madido specchio delle povere panche;
dei giovanili amanti scioglie le dita stanche,
fa deserte di baci le labbra inaridite.

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da Un’altra libertà, 1951

DALLE TORRI DI FERRARA

Dalle torri di Ferrara
vola ormai la dolce luce,
ma a una grata nera, avara,
chi ti volge, chi ti induce
o carezza della sera?
Chi risponde a una preghiera,
ad un pianto abbandonato
con quest'esile fanfara?
Oh non cada sera, alcuna
notte mai se non vi porti
per lo spazio, per la bruma,
suoni deboli e distorti,
rari, trepidi segnali
quando l’ore son più eguali,
quando più lontano è il giorno
e ogni nome è sopra il mare.

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da Epitaffio, 1974

A LETTO

Ieri sera a letto mi ero messo
dalla parte destra quella che occupa
lei quando è qui
e stamani svegliandomi mi son ritrovato
a sinistra di dove nel buio ascolto insonne talora
il battito possente del suo
esserci
Cosa mi ha indotto dunque durante la notte
ad abbandonare lo spazio del suo grande
corpo assente
se non l’ansia d’essere anche io
niente
?

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MARG

Non saprei dire se di giorno o di notte se calpestando
io l'opposto marciapiede oppure se rapido
una volta di più passando
via con la macchina
ricordo però assai bene d'aver letto qualche mese
fa giusto al principio
dell'inverno
scritto a caratteri maiuscoli e cubitali sopra un intonaco
dilavato di periferia con un pennello
intinto in una scura vernice color sangue
rappreso
- e facevano le lettere una specie d'arco in lieve un poco esitante
salita quasi ad esprimere
anch'esse nel loro incerto flettersi la tenerezza
commemorante d'ogni supremo
addio -
ciao dolcissima Marg proprio così
CIAO DOLCISSIMA MARG. e
nient'altro
Dove sei Marg - non faccio da allora che chiedermi - dove vivi in quale
anonimo quartierino del Salario del Tiburtino o del
Trionfale
dormi vegli parli mangi ridi sospiri gridi
piangi eccetera
trascini da una stanzuccia all'altra fino all'asfittico
balconcino la già molle
tua anca di imminente
Margherita
fai ondeggiare fra le magre scapole lunga
fino alla vita fino all'esile
giro dei blue
jeans
la fulva enorme
treccia
e dove mai sarà lui soprattutto - ignoto
completamente al comune lager metropolitano e forse persino
a te stessa -
lui l'ugualmente dolcissimo tuo
poeta?

 

Autografo

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LA FRASE DEL GIORNO
Ogni poesia, ogni racconto ha bisogno di un’idea formale e di un sentimento: sono come la testa e le viscere.
GIORGIO BASSANI

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