martedì 15 marzo 2016

Centenario di Blas de Otero

 

Blas de Otero nacque a Bilbao il 15 marzo 1916 e morì nel 1979. Poeta della “Generazione del ‘36”, seguì il percorso di molti letterati di quel periodo e di quella particolare situazione storica: dall’introspezione che girava intorno al malessere del vivere – la cosiddetta “poesia sradicata” – passò dall’esistenzialismo al coesistenzialismo, dall’io al noi, virando su una più larga visione sociale, denunciando le miserie e le ingiustizie e questo tragitto lo condusse parallelamente dal cristianesimo al marxismo per poi tornare – dopo aver constatato il fallimento della poesia sociale e l’impossibilità di cambiare il mondo - a una ricerca poetica più intimista ed esistenziale, sebbene con un linguaggio più ricco e più sperimentale rispetto al passato.

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Blas de Otero

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AL PRINCIPIO

Se ho perduto la vita, il tempo, tutto
quel che gettai, come un anello, all'acqua,
se ho perduto la voce nel roveto,
mi resta la parola.
Se ho sofferto la sete e fame e tutto
quel che fu mio e si concluse in niente,
se ho mietuto le ombre nel silenzio,
mi resta la parola.
Se aprii le labbra per vedere il puro
e terribile volto della patria,
se aprii le labbra fino a lacerarmele,
mi resta la parola.

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RIMPIANTO HO DI TE

La casa.
Tempo perduto. Mi duole, dio mio.
Guardatela,
pioppo alto, torturante ulivo.
Ieri dipinta,
oggi gialla
lampada nella penombra della strada.
Non passa nessuno. Il fiume
avvia le foglie rapidamente.
Tempo perduto.
Acqua
passata per le armi della
dimenticanza.
Aprite
alveo alla speranza,
s'apra
l'imposta,
sbattano
le finestre,
entri la luce con un coltello
scintillante, ahi, Spagna mia!

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AMPIE SILLABE

Che il mio piede ti desti, ombra per ombra
sono sceso nel fondo della patria.
A foglia a foglia, fino alla radice
amara della patria.
La mia fede t'innalzi, botro a botro
son salito a una luce di speranza.
Spalla a spalla, vedendo in piedi un popolo
di pace issare un'alba.
Libera brilli la mia voce, lettera
per lettera sfregai parole al vento.
Le parole! Qualcuno
gelò le labbra della Spagna, al sole.

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APRIAMO INSIEME

Spazio
libertà tra linee
o tra inferriate
penne
fogli parole
ansimanti
questo è il mio luogo il vento sibila
una pallottola il
giorno
barcolla
un bambino corre
trascinando una lacrima
spazio
puro
intimo luogo tra virgolette oggi
libero
nudo
di ieri vestito di domani.

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LA FRASE DEL GIORNO
Se ho sofferto la sete, la fame, se tutto ciò che era mio risultò essere niente, se ho falciato le ombre in silenzio, mi resta la parola.
BLAS DE OTERO

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