martedì 23 febbraio 2016

Quale bandiera

 

ADAM ZAGAJEWSKI

LA BANDIERA

La mattina mi sveglio e cerco di appurare
con l’aiuto di un binocolo da teatro
quale bandiera sventoli sulla mia città
nera, bianca o grigia come il terrore,
se la mia città è già stata conquistata
o ancora si difende, se implora
la clemenza dei vincitori oppure
porta il lutto per alcuni secondi
di oblio, o forse io stesso sono
la bandiera solo che non so
vederla, così come non vediamo
il nostro cuore.

(da Della vita degli oggetti, Adelphi, 2012 – Traduzione di Valentina Parisi)

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Il poeta polacco Adam Zagajewski è nato a Leopoli (Lwów) nel giugno del 1945. Il 1° gennaio del 1946 la città divenne territorio dell’Unione Sovietica e mutò oltre alla bandiera anche il nome, divenendo Lvov. La  popolazione polacca fu espulsa e sostituita con contadini ucraini e russi; la famiglia Zagajewski emigrò a Gliwice, in Slesia. Nel 1991, con la dissoluzione dell’URSS, Leopoli finì con l’essere parte dell’Ucraina con il nome di Lviv. Questa città natale raccontata dai familiari è una specie di luogo di sogno per il poeta, che qui però allarga lo sguardo: non si tratta solo di una città su cui sventola una bandiera straniera o la propria, è anche la bandiera che ci sventola nell’anima quando ci alziamo e cominciamo la giornata, è il nostro umore, è il nostro essere, il nostro sentire.

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rafal-olbinski-04

DIPINTO DI RAFAL OLBINSKI

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LA FRASE DEL GIORNO
Credo che tutti abbiamo un po’ l’idea di un’età dell’oro, di un tempo, di un luogo in cui tutto era paradiso.
ADAM ZAGAJEWSKI, Il giornale di Vicenza, 19 aprile 2011

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