domenica 28 febbraio 2016

Padiglione di mandorli

 

GIOVANNA BEMPORADBemporad

MADRIGALE

Padiglione di mandorli nel biondo
colore di febbraio è la campagna;
e al rapido infittirsi dei germogli
che traboccano, o in punto d'incarnarsi,
la voluttà mi afferra senza braccia.
L'immagine di lei si acciglia e ride
sotto un gioco di rondini, al suo collo
mobile di baleni accosto il labbro
e alla sua bocca, foglia di sibilla.
ma insiste per i campi un assiuolo
l’armonia di velluto, e fa un profumo
dal suo bruno languore misurato
la viola; io ripenso le sue dita
rosse all'estremità, petali intinti
di porpora, tracciare sulla sabbia
dei millenni il mio nome all'infinito.

(da Esercizi, Garzanti, 1980)

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“Madrigale” nel senso più antico del termine è questo della poetessa italiana Giovanna Bemporad (1928-2013): non il componimento di tipo galante che è venuto ad essere nel corso dei secoli ma un breve quadretto che descrive una natura campagnola e pastorale. È un febbraio mediterraneo, con i mandorli pronti a fiorire e le viole già sbocciate che già hanno in sé il primo languore della dolce spossatezza di primavera: sembra quasi un’Arcadia, oppure il tiaso di Saffo a Lesbo (e non è un caso, visto che l’autrice fu valente traduttrice dal greco).

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Musatov

VICTOR BORISOV MUSATOV, “PRIMAVERA”

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LA FRASE DEL GIORNO
È come un gioco / di venti nella polvere di un prato / senza confini, l’ansietà dei vivi…
GIOVANNA BEMPORAD, Esercizi

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