domenica 17 gennaio 2016

Venirti incontro

 

MARIO LUZI

AH, TU NON RESTI INERTE NEL TUO CIELO

Ah, tu non resti inerte nel tuo cielo
e la via si ripopola d’allarmi
poiché la tua imminenza respira contenuta
dal silenzio di lucide pareti
e dai vetri che fissano l’inverno.
Camminare è venirti incontro, vivere
è progredire a te, tutto è fuoco e sgomento.
E quante volte prossimo a svelarti
ho tremato d’un viso repentino
dietro i battenti d’un’antica porta
nella penombra, o a capo delle scale.

(da Quaderno gotico, 1947)

 

La donna è la protagonista delle 14 liriche raccolte da Mario Luzi (1914-2005) nella plaquette del 1947 Quaderno gotico. È una donna che discende dallo Stilnovo e che richiama i Canzonieri medioevali come quello di Guido Cavalcanti: “Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira, / che fa tremar di chiaritate l’âre / e mena seco Amor, sì che parlare / null’omo pote, ma ciascun sospira”. È una donna trascendentale, idealizzata, una figura superiore che può essere salvifica e condurre alla pienezza quella che scaturisce dalla penna di Luzi, provato da cinque anni di guerra.

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Rossetti

DANTE GABRIEL ROSSETTI, “LA GHIRLANDATA”, PART

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LA FRASE DEL GIORNO
Di nuovo gli astri d'amore traversano / lucidi sulle nostre teste opache / là dove noi scendiamo inconsapevoli / su opposte rive.
MARIO LUZI, Quaderno gotico

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