sabato 14 novembre 2015

Tre piccole scimmie

 

GÜNTER KUNERTKunert

LE TRE SCIMMIE SACRE

Famoso nel mondo e riprodotto
con vario materiale il gruppo
di tre piccole scimmie
del gran tempio indù di Benares.

Il primo animale
serra con le manine
in un gesto timoroso la bocca, il secondo gli occhi,
il terzo si tura le orecchie.

Alle sanguinose guerre dei khan e agli
accaniti combattimenti dei popoli delle montagne
contro gli stranieri
in continua avanzata sopravvissero
le grigie figurine;
come anche
alle acque dell’Inducush e dell’Indo
che selvaggiamente mulinavano sulla regione,
sopravvissero, a incendi di giungle e floridi
alberi giganti, bonifiche e terrapieni ferroviari.

Chi non ode tutto ciò che accade
non vede tutto ciò che di fronte a lui si fa
e non dice tutto quello che sa: costui solo
diventa vecchissimo.

Certo questo comportamento ha
un presupposto indispensabile: essere
di pietra fino in fondo al cuore.

(Die drei heiligen Affen, da Ricordo di un pianeta, 1963 – Traduzione di Luigi Forte)

.

Non vedo, non sento, non parlo: le tre scimmie sagge sono un emblema della cultura orientale, riprodotto qua e là lungo l’Asia, dal tempio indù di Benares citato dal poeta tedesco Günter Kunert (Berlino, 1929) a quello shintoista di Tōshō-gū a Nikkō in Giappone. Saggezza inalterabile, dice il poeta, inarrivabile – una saggezza che deve astrarre dai sentimenti per sopravvivere, per avere la meglio sulle emozioni dei secoli. Ma a questa saggezza – un po’ vile, anche – vale la pena sacrificare la nostra umanità?

 

Tosho

FOTOGRAFIA © MICHAEL MAGGS

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Acquistar saggezza in questo mondo spesso significa tener chiusa la bocca e non tirar fuori quel che si sa se non al momento giusto.

ERICA JONG, Fanny

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