venerdì 9 ottobre 2015

Sembra una poesia

 

GEORGI GOSPODINOVgeorgi_gospodinov_1_1056

SMOBILITAZIONE DELLE ARMATE AMOROSE

Si è accesa la sigaretta a quel modo,
da cui si capisce che tutto
è già deciso e ha detto:
è finita… mi sento come un’armata
in tempo di pace,
manovre su campi abbandonati,
esercitazioni infruttuose
sempre più lontano
da luoghi pieni di vita,
foglie, sterpi, fango, retrocortili,
come un fumatore tra gente che ha smesso di fumare,
come un amante tra chi ha rinunciato all’amore.
Oh, tu lo pensi da tanto, le dissi,
sembra una poesia.
A me spetta il finale, eccolo:
Io sono ferito leggermente,
ferito molto leggermente
e goffamente sanguinante
in tempo di pace.

(da Pisma do Gaustin, 2013 – Traduzione di Giuseppe Dell’Agata)

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“Borges diceva che l'amore è quando una donna ti fa male su tutto il corpo. Per me l’empatia è quando il mondo ti fa male su tutto il corpo”: lo scrittore bulgaro Georgi Gospodinov (Jambol, 1968) celebre per Fisica della malinconia, ama queste indagini introspettive, queste analisi dell’io sensibile – la fine dell’amore diventa un’inutile battaglia, per giunta simulata, che però sa comunque ferire.

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WILLY RONIS, “CAFÉ LA BIDULE DE RUE LA HUCHETTE, 1957”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il paradosso è che senza empatia il mondo diventa un luogo di gran lunga più terribile e doppiamente più vicino all’apocalisse.
GEORGI GOSPODINOV

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