giovedì 15 ottobre 2015

Recano sempre una promessa

 

LARS GUSTAFSSON

LETTERA A UN GIOVANE POETA

La prima riga solitaria.
Il primo verso solitario sulla carta.

Recano sempre una promessa. La più grande.

E i colori ritornano, uno dopo l’altro,
come in un’alba nel mese di giugno,

e prendono i loro posti senza indugio o dubbio.
Le cose sono così abili:

insieme ricordano i loro colori
dopo tutta la lunga notte.

Ed ecco un grido. Un chiurlo maggiore,
e là una cicogna.

Suoni di uccelli, suoni di acque.

Abitano in questa primissima cosa
ma troppo lontano per sapere.

Presso di loro l’attimo luminoso.

Il resto per lo più fastidio. Conferenze
dove tutti all’unisono testimoniano

su quanto tutti siano unici.
Impara a tenere i tuoi occhi lontani

dal telegrafo della Borsa. Ah queste strisce
buone soltanto da incollare sugli occhi delle mummie!

Quando il tempo cambia pelle (Perché il tempo è un serpente!)
i grandi poeti si rattrappiscono in foglie brune

trasportate da qualche fiume notturno verso la prossima curva.

E al di là di quella c’è una potente cascata.
Ah, penna stanca, mano stanca, torna indietro adesso

alla prima luce, alla voce degli uccelli sull’acqua,
indietro quell’attimo prima!

(da Förberedelser för vintersäsongen: elegier och andra dikter, 1990 – Trad. Enrico Tiozzo)

.

È davvero così, come nota il poeta svedese Lars Gustafsson (Västerås, 1936) riecheggiando Rilke: la poesia fluisce spontanea, un verso dopo l’altro, dopo avere scritto il primo – come acqua di sorgente si riversa, come la luce dell’alba che filtra dal cielo buio e a poco a poco si allarga a illuminare il giorno. Deve però rimanere tale la poesia, non mercificarsi, non vendersi: il poeta deve sforzarsi di mantenere la purezza di quei primi versi.

.

rumi

SKIP NOAH, “THE YOUNG POET RUMI”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Se la sua giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze; poiché per chi crea non esiste povertà, né vi sono luoghi indifferenti o miseri.
RAINER MARIA RILKE, Lettere a un giovane poeta

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...