lunedì 12 ottobre 2015

Per i giardini di Villa d’Este


SIEGFRIED SASSOONSassoon

I GIARDINI DI VILLA D’ESTE


«Certamente avrai visto i giardini di Villa d’Este»,
mi scrive uno dei miei amici italianofili.
Certamente, certamente, li ho visti d’ottobre,
costellati di tristi ornamenti coniferacei,
arborea elegia rappresentata dai cipressi.
E quelle fontane, ancora «come altrettanti spettri di cipressi»; ‒

(l’espressione mi sovvenne mentr’ero appoggiato
contro una vecchia balaustra, inspirando il tramonto,
assorbito dalla mia vocazione per i versi) ‒ come mi riportavano
a Byron, Landor, Liszt, e Robert Browning! …

Un
lieberstraum
di Liszt mi cantava per le vene,
il mio linguaggio si modellava su quello di Landor, poeta casto e formale.
Il mio intelletto (benché alquanto in ombra)
lavorava su uno sfondo baironiano.
Ma poi Byron mi toccò il gomito, e senza cerimonie mi presentò
un dimenticato pittore di stinti affreschi
che adornano il crepuscolo murario della Villa.

Mentre vagavo pei giardini di Villa d’Este
ebbi queste sensazioni… e cercai nelle tasche il taccuino.



(Villa d’Este Gardens, da Satyrical Poems, 1926)

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Impressioni di viaggio del poeta inglese Siegfried Sassoon (1886-1967): sono i meravigliosi giardini di Villa d’Este a Tivoli, visitati d’ottobre, a “tirare per la giacchetta” il poeta, a suggerirgli immagini e impressioni, a ricordargli musiche e versi. Allora, come tutti i poeti, all’improvviso non può fare altro che togliere di tasca il taccuino e cominciare a scrivere…

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Le Cento Fontane
VILLA D’ESTE, LE CENTO FONTANE – FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA
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LA FRASE DEL GIORNO
Dio onnipotente fu il primo a piantare un giardino; ed è, veramente, il più puro fra i piaceri dell'uomo.

FRANCIS BACON, Saggi

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