lunedì 28 settembre 2015

L’autunno ingrato

 

SARA TEASDALE

ASTRI SELVATICI

Chiesi alle margherite in primavera
se fosse sincero il mio amore.
Le brave margherite alla preghiera
rispondevano sempre, senza errore.

Ora su campi spogli ed incolori
spira l'autunno ingrato
e nessuno di questi ottusi fiori
sa dirmi qualche cosa del mio amato.

(Wild Asters, da Gli amorosi incanti, Crocetti, 2010 – Traduzione di Silvio Raffo)

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L’inquietudine e la nevrosi caratterizzarono la vita della poetessa statunitense Sara Teasdale (1884-1933) fino all’annegamento nella vasca da bagno per un’overdose di pastiglie. Anche il gioco consueto del “m’ama non m’ama” e delle margherite, così caro agli innamorati, diventa preda di questa sua inguaribile ansia.

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Corcos

VITTORIO MATTEO CORCOS, “M’AMA NON M’AMA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Sì, la mancanza d’amore è la più amara di tutte.
SARA TEASDALE, Elena di Troia e altre poesie

1 commento:

lullofish ha detto...

Quale oracolo, se non un umile fiore, meglio sa leggere in un cuore innamorato, quando ancora l'amato non sa.
Poi il fiore appassisce e cosí l'amore, che di tutto c'è inizio e fine, e allora l'oracolo piú non risponde e ogni cosa pare ottusa e ostile, come il silenzio che ora separa e piú non unisce.

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