giovedì 3 settembre 2015

Festa di ventagli e tanghi

 

GESUALDO BUFALINO

A MEDIA LUZ

Non è che festa di ventagli e tanghi
sulla rotonda dove langue il cielo.

Nacchere pigre, perfido metronomo
che assilla un poco il sangue e un po’ l’assonna.

Come ci brucia in quest’ora le labbra
l’amaro miele della giovinezza;

e come affonda in un livore d’acque
la minuscola stella che ci piacque…

Ma tu grandiosa ti levi e sorridi
alle nere magnolie della notte.

Volubili fiumane ti gremiscono
le tempie e impugni una spada di luce.

Un grido solo proclama il tuo nome.
Amarti è come un’incoronazione.

(da L’amaro miele, Einaudi, 1982)

.

A media luz, brano scritto nel 1925 da Carlos César Lenzi su musica di Edgardo Donato, è forse il più celebre dei tanghi, soprattutto nell’esecuzione di Carlos Gardel: risuona come in sottofondo in questi versi dello scrittore siciliano Gesualdo Bufalino (1920-1996), capaci di resuscitare un ricordo, di rievocare una serata lontana in una rotonda sul mare, dalla quale affiorano “l’amaro miele della gioventù” e una stella che sorge dalle onde a incoronare una storia d’amore.

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Perez

FABIAN PEREZ, “TANGO IN RED”

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LA FRASE DEL GIORNO
C’è chi beve per dimenticare: lui beve per ricordare
.
GESUALDO BUFALINO, Il malpensante

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