sabato 22 agosto 2015

Emma Villazón Richter

 

È scomparsa il 19 agosto nell’ospedale di El Alto la poetessa boliviana Emma Villazón Richter: poche ora prima all’aeroporto era stata colpita da un aneurisma cerebrale mentre si apprestava a ritornare in Cile, dove seguiva un dottorato. Era nata a Santa Cruz nel 1983. Della poesia raccontava in un’intervista del 2007: “Non so se scrivere poesia mi serva a migliorare il mio rapporto con gli altri nella mia vita privata, ma penso che comunque mi permette di riflettere sulle esperienze che ho vissuto. Forse invece di aiutarmi nel trattare con gli altri, sento che scrivere mi soddisfa o mi pone in equilibrio nel mondo, così come per altri quello che rende possibile la vita è difendere la giustizia, costruire case o anche solo stare con la persona che si ama”.

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Villazon

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BREVE OMAGGIO

Era la mia vita in te, oh vento,
come tremuli fiori
nelle mani precise,
che mai riuscirono a sentire il tuo ritmo.

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UN ORIZZONTE: UNA MANO

Di tepore in tepore
la famiglia affonda
si rompe al di là di se stessa
al di là del no e degli alberi
cumulo dopo cumulo
di cartografie macchie foglie
la babele di un gomitolo torreggiante
risulta sogno polvere di ansie
di permanenza impossibile solo spigoli
segreto dopo segreto (nella bocca)
con strappi tensione piroette
sorge improvviso un orizzonte (freddo) una
mano (pesce) che entra oscena qui
dove dice proibito volare (disperdere) le cime
di parole (iceberg, cieli, campi di grano; iceberg) che attraversi
notte dopo notte (infelice)
lei circola (regina) (sporca) zoppa
tra rottura e nuoto           

Nota: Chi parla qui? Nemmeno l’autrice lo sa.

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VIZIO PIUMATO

Si aprono le pareti.
Si potrebbero abbattere e costruirne altre,
ma ciò che si farà sarà stuccare le crepe,
trattarle con uno spesso strato.
Intorno alle fenditure, la pittura calcarea
si squama e volteggiano sparse macchie scure.
Probabile che si formarono qui sin da subito.
Perché le si vede così nitide oggi?
Quante stagioni avranno leccato il cielo
dal basso per arrivare a questa limpida visione?
Quante. Passano come la sequenza accelerata di un film.
Raro è il calmo vizio piumato
di continuare ad aspettare una grande forza esterna.
O sarà il mistero di una barca che non lascia la sua acqua?

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LA FRASE DEL GIORNO
La scrittura consiste nel lavorare con le emozioni, non nel lasciarle vagare libere senza alcuno sforzo.
EMMA VILLAZÓN RICHTER

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