sabato 15 agosto 2015

A Ferragosto

 

ALDA MERINIMerini

FERRAGOSTO

     A ferragosto io sarò in campagna dato che la città è vuota, potrei anche essere al cimitero che è aperta campagna.
     Negli anni ho ricevuto parecchi inviti di vacanze straordinarie in case aperte e ospitali, e non ho mai capito perché mi viene in mente, tra le altre cose, l’ultima vacanza a Genova, ospite di uno psichiatra, dove ero arrivata stanchissima e in preda a forti dolori addominali; se avessi spiegato allora che ero ammalata, e molti lo hanno fatto, mi avrebbero tacciata di superbia. Così molti si sono vendicati perché ho dovuto mandare all’aria appuntamenti.
     Ma non potevo morire di poesia e neanche per amore dei curiosi, i quali son ben lontani dalla verità della poesia che la solitudine è tragedia.
     Questi amici festaioli di Genova mi avevano fatto conoscere tutto il parentado, mi avevano gonfiato di cibo, mi avevano dato la stanza delle loro figliole per poter dire che avevo dormito nel loro letto.Tutte cose che mi avevano mandato in bestia. Avrei pianto, però Dio è clemente: mentre avevo allungato i miei piedi dolenti sotto un tavolo, è arrivato un cane randagio, misteriosamente mandato da Dio, che si è messo a leccarmi i piedi, e io mi sono sentita veramente un povero Cristo, in casa del ricco Epulone.

(da Rose volanti, Piccola Casa Editrice, Acquaviva, 2007)

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Ferragosto non è una festa che amo particolarmente, forse perché è la boa attorno cui vira l’estate. Non sono l’unico, a quanto leggo: Giorgio Manganelli scriveva che “Sebbene sia ormai allenato da tanti mai ferragosti, ogni anno questa bizzarra festa mi sopraggiunge, mi coglie e oltrepassa come un trauma”. Anche la poetessa milanese Alda Merini (1931-2009) si trova spiazzata, nella sua solitudine, e ricorda un banchetto del 15 agosto al quale prese parte in quel di Genova quasi per imposizione, per convenzione sociale.

Nonostante tutto, sotto con le angurie, buon Ferragosto!

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Watermelon and Grapes

JUSTIN CLEMENS, “WATERMELON AND GRAPES”

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LA FRASE DEL GIORNO
La mia sensazione più profonda è che il ferragosto sia la festa del Nulla: e a questa convinzione io mi adeguo.
GIORGIO MANGANELLI, Improvvisi per macchine da scrivere

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