domenica 26 luglio 2015

Sdraiato sull’erba

 

MARK STRAND

IL MIO NOME

Una sera che il prato era verde oro e gli alberi,
marmo venato alla luna, si ergevano come nuovi mausolei
di strida e brusii di insetti, io stavo sdraiato sull’erba,
ad ascoltare le immense distanze aprirsi su di me, e mi chiedevo
cosa sarei diventato e dove mi sarei trovato,
e quanto a malapena esistessi, per un attimo sentii
che il cielo vasto e affollato di stelle era mio, e udii
il mio nome come per la prima volta, lo udii
come si sente il vento o la pioggia, ma flebile e distante
come se appartenesse non a me ma al silenzio
dal quale era venuto e al quale sarebbe tornato.

(da L’uomo che cammina un passo avanti al buio, Mondadori, 2011 – Trad. Damiano Abeni)

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Poeta meditativo l’americano di origini canadesi Mark Strand (1934-2014), sempre in cerca di un appiglio cui aggrapparsi: “Sono rimasto nella lunga / notte piena di sussurri, aspettando qualcosa, un segno, l’avvicinarsi / di una luce lontana”. Davanti alla vastità dell’universo vede srotolarsi il proprio destino, il proprio domani, e si sente piccolissima parte di questo infinito.

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Statravel

IMMAGINE © STATRAVEL

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LA FRASE DEL GIORNO
Tutti abbiamo delle ragioni / per muoverci / io mi muovo /per tenere assieme le cose
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MARK STRAND, Sleeping with one eye open

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