sabato 18 luglio 2015

Nel respirare del mare

 

SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN

ITACA

Quando le luci della notte si rifletteranno immobili
sulle acque verdi di Brindisi
Lascerai il molo confuso dove si agitano parole
passi remi e macchinari
L’allegria starà dentro di te accesa come un frutto
Andrai a prua fra i negrumi della notte
Senza alcun vento senza alcuna brezza solo un
sussurrare di conchiglia nel silenzio
Ma dall’improvviso rollio presentirai le cime
Quando la nave rotolerà nell’oscurità serrata
Ti troverai spersa all’interno della notte nel
respirare del mare
Perché questa è la vigilia di una seconda nascita

Il sole rasentando il mare ti sveglierà nell’intenso azzurro
Salirai lentamente come i resuscitati
Avrai recuperato il tuo sigillo la tua saggezza iniziale
Emergerai confermata e riunita
Attonita e giovane come le statue arcaiche
Con i gesti avvinti ancora nelle pieghe del tuo manto.

(Ítaca, da Geografía, 1967 – Traduzione di Federico Bertolazzi)

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“Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare” chiude così Constantinos Kavafis la poesia che si intitola come questa della poetessa portoghese Sophia De Mello Breyner Andresen (1919-2004): anche qui Itaca non è solo il viaggio in traghetto da Brindisi verso la Grecia, è l’attraversamento dell’amato mare foriero di tanti simboli, è il senso della vita, del mistero, è il significato stesso della parola, del percorso poetico.

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Mare

IMMAGINE © ZASTAVKI

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LA FRASE DEL GIORNO
Ascolto ma non so / Se ciò che sento è silenzio / O dio.
SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN, Storie di terra e di mare

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